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AZIENDA ASL DI VERONA
DISTRETTO SOCIO SANITARIO N° 4

LA PEDICULOSI DEL CAPO

Che cos’è

E’ un’infestazione, causata dal pidocchio, un parassita grigio-biancastro, di circa 1-4 mm. Si attacca alla base del capello e vi depone le uova, chiamate lendini. La femmina vive circa tre settimane in cui depone circa 300 uova. Le lendini sono attaccate tenacemente al capello, specialmente all’altezza della nuca, sopra e dietro le orecchie.

Come ci si contagia

Il contatto diretto “testa-testa” è senza dubbio la principale fonte di contagio; i bambini in età scolare sono quindi i soggetti più colpiti, perché trascorrono molto tempo giocando in gruppo. Il contagio indiretto (scambio di pettini, cappelli, salviette, sciarpe, cuscini, ecc.) è meno frequente, vista la limitata sopravvivenza dei parassiti lontano dall’uomo.

Nella scuola tale infestazione è spesso diffusa, ma non bisogna dimenticarsi di altri luoghi di aggregazione, come palestre e piscine, dove spesso i bambini trascorrono parte del loro tempo libero.

Come si manifesta

Nella maggior parte dei casi e soprattutto in fase iniziale, la pediculosi del capo è asintomatica. Il prurito, causato da reazione allergica alla saliva del parassita, si può manifestare anche dopo tre mesi, durante i quali il soggetto non ha sintomi.

La ricerca delle uova va effettuata in un luogo illuminato, utilizzando se serve anche una lente di ingrandimento, evitando la luce diretta perché rende più difficile evidenziare le lendini.

Attenzione! Le uova sono bianche, traslucide e, a differenza della forfora, sono saldamente attaccate alla base del capello.

Come si cura

Il trattamento della pediculosi del capo è basato sull’impiego di prodotti antiparassitari, venduti in farmacia. Attenzione alle istruzioni d’uso, il prodotto deve essere applicato nella giusta quantità, in modo uniforme e rispettando i tempi di applicazione.
Lavare i capelli con uno shampoo specifico
Nessun prodotto in commercio può essere ritenuto efficace al 100% sulle uova: PER QUESTO E’ CONSIGLIABILE ELIMINARNE “MANUALMENTE” IL MAGGIOR NUMERO POSSIBILE DOPO IL PRIMO TRATTAMENTO.
La rimozione “manuale” si effettua pettinando per almeno 30 minuti, con l’apposito pettine a denti fitti, i capelli; se questi sono bagnati con acqua e aceto, sembra che le lendini si stacchino con maggior facilità. Spesso le lendini sono così saldamente attaccate ai capelli che si rende necessario “sfilarle” una per una con le dita.

Ripetere il trattamento secondo le istruzioni del prodotto utilizzato
Controllare tutti i familiari per escludere altri contagi
Lavare i vestiti venuti in contatto con i capelli, la biancheria del letto e da bagno subito dopo il primo trattamento per evitare reinfestazioni. Se non è possibile lavare il materiale in lavatrice, si può utilizzare il lavaggio a secco. Spazzole e pettini vanno immersi in acqua calda e antiparassitario utilizzato per il trattamento per 10 minuti.

Pregiudizi da sfatare

I pidocchi sono indice di sporcizia
Non è vero, colpiscono anche le persone molto pulite!

Solo i bambini prendono i pidocchi
Anche gli adulti vengono “infestati”, specialmente le mamme!

I capelli tinti non vengono infestati dai pidocchi
Non è vero, anche i capelli tinti e/o decolorati vengono attaccati dai pidocchi!

Il lavaggio periodico dei capelli con lo shampoo antiparassitario o una spruzzatina di lozione prima di andare a scuola tengono lontani i pidocchi
Niente di più sbagliato! I prodotti antiparassitari non servono a prevenire l’infestazione. Usati in questo modo possono essere dannosi per la persona e favorire la selezione di parassiti resistenti, verso i quali i prodotti non sono più efficaci.

Profilassi

L’unica profilassi consiste in un accurato e sistematico controllo dei bambini ad ogni lavaggio dei capelli, ma nel caso di “allarme pidocchi”, il controllo va effettuato almeno ogni due giorni.

In casi sospetti o dubbi ci si può rivolgere al pediatra di base o al Distretto Sanitario.

I prodotti antiparassitari non vanno utilizzati come preventivi, ma solo in caso d’infestazione.

Avvertenze per evitare la trasmissione dei pidocchi

Evitare di scambiare e prestare oggetti personali (spazzole, pettini, sciarpe, cappelli, nastri, cuscini)
Evitare di ammucchiare capi di vestiario (è bene che gli armadietti siano personali)
Controllare spesso i capelli ai propri figli
Collaborare in caso d’infestazione con la scuola, comunicando la presenza di pidocchi e attuando un idoneo trattamento

Riammissione a scuola

Se vengono eseguite scrupolosamente le indicazioni per eliminare il problema, il bambino può tornare a scuola il mattino dopo aver iniziato il primo trattamento.

Il problema pediculosi deve essere affrontato serenamente senza vergogna e pregiudizi, essi non rappresentano un segnale di scarsa igiene personale o familiare. E’ perciò importante segnalare alla comunità frequentata dal soggetto infestato il problema, in quanto solo il controllo ed il trattamento precoce sono le uniche misure efficaci per impedire il diffondersi del contagio.

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